Per una piccola comunità come Castelferro, il tamburello non è stato soltanto uno sport. Nel corso del Novecento divenne una delle grandi passioni del paese, un punto d'incontro per intere generazioni e, negli anni della sua massima affermazione, portò il nome di Castelferro ai vertici dello sport italiano ed europeo.
Attorno allo sferisterio, alle squadre, ai giocatori, ai dirigenti e alla Polisportiva M. De Negri si sviluppò una storia sportiva straordinaria. Una storia fatta di partite, volontariato, entusiasmo popolare e successi che, soprattutto tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta, trasformarono Castelferro in una delle realtà più vincenti del tamburello.
Nel corso del Novecento il tamburello divenne progressivamente una delle grandi passioni della comunità castelferrese. Non si trattava soltanto di una disciplina sportiva. Attorno alle partite e allo sferisterio si ritrovavano giocatori, famiglie, appassionati e volontari, trasformando il campo in uno dei luoghi simbolici della vita collettiva.
In questo ambiente crebbe la Polisportiva M. De Negri, attorno alla quale si sviluppò una realtà sportiva capace di coinvolgere intere generazioni. Il nome di Castelferro iniziò così a comparire sempre più spesso accanto a quello delle più importanti società tamburellistiche italiane.
Tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta Castelferro visse una stagione sportiva difficilmente ripetibile, conquistando trofei in Italia e in Europa e costruendo una serie di vittorie che ancora oggi rappresenta uno dei capitoli più importanti della storia del paese.
La grande stagione iniziò alla fine degli anni Ottanta. Dal 1987 al 1992 Castelferro conquistò infatti la Coppa Italia per sei anni consecutivi. Una continuità di risultati che proiettò definitivamente la squadra fra le grandi realtà nazionali della disciplina.
Nel 1992 arrivò anche lo Scudetto di Serie A. Non fu un successo isolato. Castelferro vinse nuovamente il campionato italiano nel 1993, 1994, 1995, 1996 e 1997.
Furono quindi sei titoli italiani consecutivi, dal 1992 al 1997. Per sei stagioni il titolo di campione d'Italia rimase legato al nome di Castelferro.
La squadra riuscì a imporsi anche oltre i confini nazionali. Nel 1996 Castelferro conquistò la Coppa Europa e riuscì a ripetersi anche l'anno successivo, vincendola nuovamente nel 1997.
In quegli anni una piccola frazione dell'Alessandrino poteva così vantare contemporaneamente un ruolo di primo piano nel tamburello italiano e in quello europeo.
Il grande ciclo non terminò con i sei campionati consecutivi degli anni Novanta. Nel 2000 Castelferro tornò infatti a conquistare il titolo nazionale. Fu il settimo Scudetto della propria storia.
Il bilancio complessivo di quella straordinaria esperienza sportiva racconta meglio di qualsiasi descrizione quanto Castelferro riuscì a ottenere.
I numeri raccontano soltanto una parte della storia. Dietro alle vittorie lavoravano giocatori, dirigenti, volontari, famiglie e appassionati. Ogni risultato sportivo era anche il risultato di una comunità capace di sostenere la propria squadra.
Le partite diventavano occasioni di incontro e le vittorie rafforzavano un senso di appartenenza che andava molto oltre il risultato sul campo. Per diversi anni Castelferro fu conosciuto fuori dai propri confini proprio grazie al tamburello.
Il legame fra il tamburello e la storia recente di Castelferro va oltre lo sport. Nel 1975, quando l'attività tamburellistica richiedeva risorse sempre maggiori, nacque infatti l'idea di organizzare una manifestazione gastronomica capace di raccogliere fondi per sostenere la squadra.
Nacque così la Sagra dei Salamini d'Asino di Castelferro. Quella che inizialmente era soprattutto un'iniziativa di autofinanziamento della realtà sportiva sarebbe cresciuta negli anni fino a diventare una delle principali tradizioni del paese.
Il tamburello e la Sagra rappresentano quindi due capitoli distinti della storia di Castelferro, ma legati fra loro fin dall'origine.
Il tempo delle grandi vittorie appartiene ormai alla storia sportiva di Castelferro, ma la sua eredità rimane visibile. Lo sferisterio continua a ricordare una stagione nella quale il nome del paese fu uno dei grandi nomi del tamburello italiano.
Quella stagione rappresenta anche uno degli esempi più evidenti di una caratteristica che ritorna continuamente nella storia di Castelferro: la capacità di una comunità piccola di organizzarsi, lavorare insieme e raggiungere risultati molto più grandi delle proprie dimensioni.